Cominciamo il mese di maggio con un anticipo d’estate che il meteo, zona più zona meno, ci sta regalando. Quello che ho notato girando per i porti è che c’è meno fermento rispetto al “pari periodo” dello scorso anno. Il che non è difficile da spiegare. Oltre alla situazione “guerre” più volte, purtroppo citata nei miei editoriali, combattiamo ormai con la crisi energetica legata alla situazione IRAN/U.S.A. Un tira e molla che sta facendo male a tutti i settori e a tutti noi in generale. Chi pensa solamente al “caro carburante” in termini di aumento dei costi personali per gli spostamenti sbaglia. Purtroppo il “caro carburante” si ripercuote si sugli spostamenti quotidiani di noi tutti, ma anche sui voli aerei, il che si traduce non solo in disagi per i vacanzieri (anche se ci stiamo avvicinando all’estate e al conseguente periodo di prenotazioni), ma anche per coloro che fanno i pendolari. Inutile dire poi che i costi per la logistica sono schizzati alle stelle e di conseguenza il tutto si traduce e tradurrà sui “prezzi al consumatore” finale. Sommando i vari elementi il risultato che emerge è preoccupante per molte famiglie. Nel nostro specifico settore nautico e pesca, il danno di tutto ciò potrebbe, in taluni casi, anche tradursi in un’opportunità. Mi spiego meglio. Da un lato l’aumento del costo del carburante che potrebbe toccare picchi tali da far perdere l’interesse a usare l’imbarcazione (es: su un pieno di 200 litri di carburante si potrebbe ipotizzare rispetto allo scorso anno, quando la benzina in banchina era reperibile a € 2,00 mentre ora si potrebbe arrivare a € 2,50/3,00, un incremento che andrebbe dai 100 ai 200 euro), e si sa che in vacanza di pieni se ne fanno svariati visto che spesso le ferie sono l’unico periodo dell’anno in cui si riesce a usare la propria imbarcazione. Dall’altro lato l’aumento dei costi per le vacanze all’estero, dei viaggi in generale, dei vettori aerei e dei possibili disguidi causati da ritardi o cancellazione voli potrebbe incentivare a rimanere in Italia, e quindi a usare il proprio mezzo nautico. Va fatto un calcolo carta alla mano, ipotizzando i costi di gestione e consumi del proprio scafo e motore/i confrontandoli con l’incremento dei costi dei voli aerei e dei soggiorni in genere. Certo, una soluzione ci sarebbe: rimanere in Italia, usare la propria barca o gommone, pianificando spostamenti meno impegnativi. Ciò permetterebbe comunque di godersi il mare al largo e in modo indipendente, ma riducendo gli spostamenti nell’arco della giornata, o le miglia da percorrere pianificando meglio le tappe di un viaggio. Potrebbe anche indurre a cercare di consumare meno, “tirando” meno i motori, facendoli girare al regime più parsimonioso, il che, alla fine, si potrebbe anche tradurre in un minor impatto inquinante delle acque.
Certo, quelli che “stanno peggio” sono coloro che stavano o hanno programmato l’acquisto di un mezzo nautico nuovo, che ora cominciano a ponderare se la scelta sia quella giusta, visto che il costo del carburante è incidente, ma non l’unico, nel costo di gestione di uno scafo. E acquistare un mezzo nuovo spendendo un bel po’ di soldi, per poi avere difficoltà a trovare posto in porto, o dover sostenere costi proibitivi per averlo, cui si aggiungerebbero i maggiori costi del carburante o, in alternativa, la necessità di ridurne l’impiego dopo averlo tanto desiderato, non rappresentano proprio le soluzioni ottimali. E ciò potrebbe essere la causa di una leggera stagnazione che si sta registrando sul mercato. L’importante è essere consci che anche qualora si arrivasse a una soluzione di pace in tempi brevi, con la riapertura dello Stretto di Hormuz, per quest’anno sarà difficile vedere tornare i prezzi dei carburanti a livelli come pre-guerra. Però quello di un “uso più consapevole” del proprio mezzo nautico potrebbe rappresentare una valida alternativa. Infine, chiudo questo editoriale con l’ormai consueto aggiornamento sulla “Comunicazione di esercizio dell’attività di pesca sportiva”, che mensilmente ci tiene con il fiato in sospeso. C’è un nuovo spostamento dei termini di validità del permesso, questa volta è prorogato fino al 30/4/2026, ma se lo avevate già stampato a inizio anno, troverete sulla vostra posizione una “X” rossa che indica la sua non più validità. Pertanto va rinnovato e ristampato accedendo al proprio profilo (se già creato) dal sito: https://www.sian.it/portale/home
Luciano Pau

Luciano Pau
Giornalista iscritto all’Ordine Interregionale del Lazio e Molise dal 1995, vanta un’esperienza di oltre 35 anni nel mondo della nautica e dello sport, tra cui la pesca, che segue ormai assiduamente da oltre 10 anni. Ha collaborato per vent’anni con alcune delle principali riviste del settore nautico e pesca, occupandosi di test d’imbarcazioni e di gommoni, di articoli tecnici legati alle tematiche nautiche e motoristiche in genere, di elettronica, attrezzature da pesca e seguendo eventi a livello nazionale ed internazionale. Oggi è direttore del web magazine Fishing Boat Magazine ed organizzatore di eventi.




















