Aprile non è solo il mese del “pesce” inteso come scherzo, bensì anche il mese in cui si torna a pescare e navigare sul serio. Per la pesca tornano le gare, sia federali che i contest, tornano le giornate più lunghe per effetto dell’ingresso dell’ora legale a fine marzo e le temperature si fanno più miti, invogliando a tornare in mare. Alcune imbarcazioni sono già uscite dall’invernaggio che ha consentito loro di rifarsi “il trucco”, altre sono ancora a terra, in attesa che torni la piena attività e, nel frattempo, sono tornati i primi saloni importanti. Si è concluso il Pescare Show per la prima volta a Rimini, si è ripetuto a marzo a Napoli presso la Fiera d’Oltremare, si è completato anche il Nauticsud sempre nel capoluogo partenopeo e nei weekend di fine marzo ed il primo di aprile si è dato corso ai Boat Days. Insomma, delle vetrine che hanno permesso di fare delle prime, piccole valutazioni di ciò che ci si aspetta per questa estate.
Nonostante i risultati a livello di presenze di pubblico, se pur positive, perché l’interesse c’è sempre stato e continua ad esserci sia nei confronti della pesca che della nautica, agli eventi fieristici si sono registrate alcune flessioni a livello di vendite e contrattazioni, e una presenza non sempre corposa di aziende espositrici. La pesca, una passione che sta diventando sempre più onerosa per via di attrezzature sempre più sofisticate, con le aziende anch’esse entrate nel looping del “dover presentare qualche cosa di nuovo ad ogni costo” per non stoppare la macchina del commercio, soffre sicuramente di meno, in percentuale rispetto alla nautica. Si parla ovviamente di prezzi al dettaglio diversi e, volendo, a pesca ci si può anche andare con attrezzature non proprio di ultimissima generazione, anche usate. L’importante è poter calare le lenze e trascorrere alcune ore in serenità e libertà. La normativa richiede la comunicazione di esercizio dell’attività di pesca sportiva al MIPAAF, un’operazione abbastanza semplice da completare anche on-line, se si vuole partecipare a gare federali l’iscrizione alla FIPSAS, ma tutto sommato, nulla di trascendentale. E chi non vuole mirare a titoli nazionali o medaglie ha un ventaglio di contest messi in piedi da diverse associazioni in altrettante diverse località, per divertirsi, per confrontarsi, per condividere la propria passione e portarsi a casa prestigiosi premi-ricordo. Un po’ diversa la situazione nel settore nautico. Intanto da un lato l’apertura verso una nautica “più giovane”, con le nuove patenti per i ragazzi di cui abbiamo già parlato nell’editoriale di marzo. Come sempre però, da buoni italiani, esce la normativa ma non si sanno ancora modalità e costi per ottenere quest’abilitazione così decantata. Se i costi per sostenere i corsi e gli esami saranno alti non ci sarà, sia chiaro, la svolta auspicata visto lo stato dell’economia del Paese ma, al momento, è inutile essere pessimisti. I problemi più grandi per il settore derivano però da posti barca e listini delle unità da diporto, motori ed accessori. Il primo, quello dei posti barca è un problema atavico, mai risolto, anzi, se vogliamo pure peggiorato. Si compra la barca e poi non si sa dove metterla, oppure si trova un rimessaggio, un posto barca in acqua, a costi veramente proibitivi. In alcuni porti si specula anche sul varo ed alaggio di unità da diporto carrellabili, quelli che includono la piccola e media nautica. Alcuni scivoli costruiti con soldi pubblici spesso sono interdetti all’uso. Addirittura in alcuni porti l’uso è interdetto proprio nel weekend (gli unici giorni in cui i lavoratori possono godersi la loro passione nautica). Una delle motivazioni più assurde che ho sentito a tal proposito? Che lo scarrucolare del cavo nel verricello del carrello al mattino può infastidire chi dorme in barca (!!!). Altri scivoli pubblici sono stati racchiusi in aree concesse in uso a cantieri privati, il che comporta il dover sottostare ad orari e regole del cantiere stesso. Il tutto rimediabile però, attenzione, attenzione… con l’uso di gru a pagamento, guarda caso gestite proprio dai cantieri o da privati. In altre città si vieta il transito di barche con carrelli al seguito al fine di preservare la tranquillità della cittadina. Così l’andar per mare diventa sempre più difficile, visti i periodi di crisi e con le famiglie che già stentano a far fronte ai costi legati alle utenze ed al “caro-vita”. E oggi chi deve comprare un’imbarcazione o un gommone ci pensa. Ci pensa perché ha cominciato a capire che il “divertimento in acqua” ha un costo sempre più elevato (oltre all’acquisto c’è da pensare a: rimessaggio, varo e alaggio o posto barca, carburante, manutenzione ordinaria e straordinaria). Ma ci pensa anche per la difficoltà di ottenere prestiti per acquistare i mezzi, spalmandone il costo sempre più alto. La “bolla” post Covid si è sgonfiata e si è tornati a valori di vendite più o meno simili a quelli registrati nel 2019, anno pre-Covid. Quindi non una débâcle, ma comunque un calo rispetto ai precedenti anni, che ha colto impreparate le aziende che invece non lo avevano ipotizzato, soprattutto quelle che nel periodo Covid si sono ampliate, sia a livello strutturale che come, soprattutto, personale, ora difficile da mantenere. Infine c’è chi ci pensa all’acquisto perchè i prezzi di listino sono molto più alti del 2019. Nel periodo Covid l’aumento è stato giustificato dall’irreperibilità delle materie prime, con conseguente aumento delle stesse pressochè introvabili. Ora, nonostante le materie prime siano tornate disponibili ed a prezzi più competitivi, i prezzi di barche, gommoni e motori non hanno seguito lo stesso andamento al ribasso. E così, in questa situazione globale di difficoltà, il mercato fatica a decollare. C’è chi sta meglio, per carità, ma molte aziende stanno guardando all’orizzonte con preoccupazione, e l’orizzonte è già l’estate che sta per arrivare. D’altronde servirebbe un cambio radicale dell’economia in generale per poter ricominciare a spendere, a far circolare il denaro nel nostro Paese, ma qui tra COVID, debito pubblico, salari tra i più bassi d’Europa, crisi Russia/Ucraina, crisi Medio Oriente, ed ora i dazi di Trump, ci vuole solo una grande dose di ottimismo, e quella per fortuna, a noi italiani non manca… Ne approfitto per fare gli auguri di Buona Pasqua a tutti.
Luciano Pau




