Le luci intermittenti che cominciano ad addobbare le abitazioni, i negozi, i quartieri, ci catapultano velocemente in quello che è il mese delle feste. Quello del Santo Natale, quello della fine di questo anno e l’inizio del prossimo che, come sempre, auspichiamo sia migliore di quello che va a concludersi, che a sua volta doveva essere migliore di quello precedente ancora e così via…
Dicembre ci ha riportato in tante località la neve anticipata, in altre un clima ancora poco affine al periodo freddo. Al centro sud e al sud in particolare, non è ancora così raro avere giornate con temperature che si avvicinano, nelle ore più calde, ai 18/20 gradi. Per certi versi una fortuna – si risparmia sui riscaldamenti – per altri un problema, un chiaro sintomo di quanto il nostro pianeta stia soffrendo e che ci mette di fronte a pensieri angoscianti, a supposizioni sul futuro del nostro Pianeta Terra nel prossimo futuro, per le prossime generazioni. Si, in effetti i sintomi di sofferenza che la Terra manifesta sono tanti. I ghiacciai si sciolgono e non riescono a riformarsi causa temperature troppo elevate, le scarse nevicate creano siccità estiva e difficoltà di ogni genere, le temperature delle acque si scaldano a livelli cui non eravamo abituati. Ne è una dimostrazione l’arrivo in mare di specie ittiche che un tempo, per vederle, dovevamo spostarci di migliaia di chilometri per raggiungere terre e mari tropicali. La fauna ittica nel nostro Paese è seriamente in difficoltà. Solo per motivi legati al clima? No, non solo! Lo è anche per un “abuso” indiscriminato della pesca professionale, per la tolleranza spesso ingiustificata e ingiustificabile da parte di chi dovrebbe proteggere l’ambiente da situazioni “borderline”. Cianciole che pescano molto vicino alla costa, che fanno stragi indiscriminate di pesce di tutte le taglie, impedendo una riproduzione naturale che vuol dire “distruggere il futuro”. E la colpa spesso viene generalizzata con la parola “pescatori”, non distinguendo tra “pescatori professionali” e “pescatori sportivi”. I pescatori sportivi sono messi alla gogna da ambientalisti e animalisti, ma molto spesso ingiustamente! Certo, per carità, c’è chi abusa e non rispetta le quote pro-capite fissate dalla normativa, chi addirittura ne ha fatto una “seconda attività”, vendendo il pescato a ristoranti altrettanto complici in un mercato senza controlli, dove tutto è lecito e tutto è concesso, o forse semplicemente dove “nessuno controlla”… Chi di dovere dice che le forze da mettere in campo sono poche rispetto ai controlli che si dovrebbero fare, chi asserisce invece che se pur poche qualche volta si dovrebbero vedere in giro, mentre in alcune località sembrano essere proprio assenti. Ma a parte alcune situazioni limite la maggior parte dei pescatori sportivi sono forse i più rispettosi dell’ambiente. Pescano, trattengono quanto per il loro fabbisogno, il resto lo rilasciano con l’auspicio di ritrovarlo fra un po’ di tempo più grande e magari anche con prole. Generalizzare è sempre sbagliato. I buoni e i cattivi ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Ma purtroppo, anche in questo specifico settore, quello che manca è “la cultura del mare e dei suoi abitanti”. A scuola si studia il minimo indispensabile, ma non si parla o se ne parla poco, dei malesseri della terra, dei mari, delle acque interne. Eppure chi avvicina i giovani alla pesca, con iniziative spesso private o appoggiate dalla federazione, trova proseliti. Vuol dire che l’argomento ancora interessa. Ma forse ciò che manca non sono gli “interessati”, bensì gli insegnanti, ossia coloro che dovrebbero “portare a conoscenza degli interessati” determinate cose… Perché insegnare è fatica, occorre documentarsi e rapportarsi con gli altri e, alla fine, di discutere e combattere per “una causa” non va più quasi a nessuno… E così si tira avanti, un po’ come già scritto per la nautica, per ciò che concerne la “cultura marinara”, ossia “senza cultura”. Ma io continuo a sperare che qualche cosa cambi, che le cose meno belle se le porti via questo anno quasi giunto al termine e che l’anno nuovo porti cose nuove, belle, ma soprattutto a beneficio di tutto e di tutti.
Buon dicembre e buone feste a tutti.
Luciano Pau

Luciano Pau
Giornalista iscritto all’Ordine Interregionale del Lazio e Molise dal 1995, vanta un’esperienza di oltre 35 anni nel mondo della nautica e dello sport, tra cui la pesca, che segue ormai assiduamente da oltre 10 anni. Ha collaborato per vent’anni con alcune delle principali riviste del settore nautico e pesca, occupandosi di test d’imbarcazioni e di gommoni, di articoli tecnici legati alle tematiche nautiche e motoristiche in genere, di elettronica, attrezzature da pesca e seguendo eventi a livello nazionale ed internazionale. Oggi è direttore del web magazine Fishing Boat Magazine ed organizzatore di eventi.

















