Un evento nell’evento quello che si è concluso da pochi giorni a Ravenna. All’interno del 41° Campionato Assoluto per equipaggi di Drifting al tonno, valido per il titolo italiano FIPSAS di specialità, ha debuttato anche il primo dei quattro appuntamenti con il Suzuki Fishing Cup. Vediamo com’è andata!
• Redazione

La tensione disegnata sui volti degli atleti al mio arrivo al porto Marina di Ravenna, venerdì 1° maggio, era palese. Il perché è presto detto: quel giorno (1° maggio) si sarebbe dovuto gareggiare nella prima delle due prove del 41° Campionato Assoluto di Drifting al tonno rosso per equipaggi e, in contemporanea, gli equipaggi motorizzati Suzuki avrebbero dovuto prendere parte alla prima prova del Suzuki Fishing Cup. Ma di tutto ciò non è successo nulla, quel giorno… Ecco perché i volti tesi e preoccupati. Il mare e il vento hanno vinto la prima battaglia, ma non la guerra e, per fortuna, si sono entrambi messi “una virtuale mano sulla coscienza” smorzando la loro furia verso sera, consentendo così il regolare svolgimento delle due prove sabato 2 maggio e domenica 3 maggio come giornata di recupero di quella persa. Dopo questa premessa però voglio mettere un po’ d’ordine per farvi capire meglio di cosa si trattasse. Il 41° Campionato Italiano Assoluto di drifting per equipaggi, affiliato FIPSAS, la federazione che con Suzuki ha stretto una partnership rilasciando al brand giapponese l’esclusiva per tutti gli eventi sotto la sua egida, è stata organizzata dal Ravenna Fishing Club e metteva a confronto i migliori team di tutta la nostra Penisola che durante l’anno si sono aggiudicati, a suon di vittorie, il diritto a partecipare a questa kermesse. Un appuntamento che garantirà all’equipaggio vincente non solo di salire sul podio, ritirare il trofeo e indossare le maglie con il tricolore, ma anche di partecipare al prossimo Campionato del Mondo di specialità.
Il Suzuki Fishing Cup invece è l’idea Suzuki che ha voluto creare una sorta di “sfida nella sfida”, aperta però solo ai possessori di motori fuoribordo del brand e pertanto da considerarsi monomarca. Non è una gara a sé, sia chiaro, bensì solo una classifica a parte che potrebbe essere – e alla fine lo è stato per un equipaggio – portatrice di doppio successo, potendo concorrere sia per l’una che per l’altra classifica. In questo caso non si vincono accessi a altre competizioni. Qui è in palio il prestigio ma anche un sostanziosissimo montepremi che Suzuki ha stanziato per quattro gare. Si, perché in effetti il trofeo si estrinseca attraverso quattro prove in altrettante località differenti, e in due specialità di pesca: due gare di drifting, come questa di Ravenna, l’altra si terrà a Giulianova a settembre, e due gare di traina d’altura, in programma a metà maggio a Porto Barricata e a fine giugno a Ostia (Roma). Ogni equipaggio che salirà sul gradino più alto di quella specifica competizione si aggiudicherà un premio, oltre al “titolo meritorio” e alla coppa. Per tutti i componenti l’equipaggio vincitore delle prove di drifting in palio ci sarà un soggiorno di quattro giorni a Tenerife, omni comprensivo (volo, soggiorno e anche due uscite di pesca). Per i vincitori invece delle prove di traina d’altura, il premio sarà – sempre per ognuno dei componenti l’equipaggio – un tagliando completo al proprio motore Suzuki. Il tutto, alla fine si conclama in un impegno economico da parte di Suzuki pari a € 21.000,00! Un’iniziativa piaciuta a tutti gli equipaggi motorizzati Suzuki, in quanto la gara era e sarà anche nei prossimi appuntamenti, aperta a tutti colori sfoggiano a poppa un motore della casa di Hamamatsu, e non solo ai famosi Suzuki Fishing Team, la squadra di equipaggi portacolori di Suzuki. Una sfida che ha visto la partecipazione di ben 18 equipaggi motorizzati Suzuki su 53 iscritti in totale alla competizione, corrispondenti a un 30% circa dei partecipanti in gara. Non male davvero!
Ma torniamo ora alla gara. Come detto giornata di prove (giovedì) e prima giornata di gara (venerdì) andate a vuoto causa vento forte e mare ancora in scaduta. Però il 2 maggio, sabato, tutti pronti alle 5:30 del mattino in porto, per caricare le attrezzature sulle imbarcazioni, di tutte le misure e tipologie, dai grandi fishingboat da far restare a bocca aperta, alle imbarcazioni open, cabin e tantissimi gommoni. In fase di uscita dal porto il tempo di ritirare le sarde anticipatamente prenotate e poi primo raduno fuori dai muraglioni per l’appello per successivamente andare a tutto gas verso il punto dello start. Dall’alto, grazie al drone, è stato emozionante vedere tutte queste imbarcazioni aperte a ventaglio in attesa del via libera dato attraverso la radio dalla barca giuria. All’improvviso, rombo di motori e ogni scafo come schegge impazzite verso un hot spot scelto e differente. Per alcuni, residenti in queste aree geografiche, è stato più facile scegliere il punto di pesca conoscendo la conformazione dei fondali, per altri invece, provenienti da altre regioni, meno. E il fatto di non essere riusciti a fare delle prove né il giovedì né il venerdì, sicuramente non ha aiutato. Qui, in alto Adriatico, la problematica principale è data dai bassi fondali. Occorre allontanarsi molto dalla costa, anche 12 miglia, per avere sotto la propria imbarcazione un fondale di appena 30 metri. Ciò mette in difficoltà anche nella ricerca dei tonni, per i non conoscitori di questi fondali, e altrettanto nel loro recupero qualora si verifichi uno strike, perché a differenza di mari più profondi, il tonno qui non combatte andando in profondità, perché non può farlo, bensì in orizzontale. La giornata ha regalato un tempo mite, con sole, mare calmo e tanti pesci, in parte alletterati e in parte tonni rossi, quelli che garantiscono un maggior punteggio essendo una gara “dedicata a loro”. In totale, a fine giornata, oltre 105 le catture registrate, un totale tutt’altro che scontato, che ha dato molto lavoro alla giuria per il controllo, al rientro in porto, delle SD card con i video delle catture. Perché non basta dichiarare la cattura via radio, ma c’è tutta una procedura da seguire, stabilita dalla Federazione, al fine di garantire l’imparzialità e la regolarità di ogni singolo combattimento. E oltre al giudice a bordo, che certifica, il video sancisce proprio che tutto avvenga in piena regola e che si deve obbligatoriamente concludere con il rilascio del tonno vivo e vegeto.
Quel catch&release che fa sparire l’immagine cruenta della pesca. Si usano attrezzature apposite per non uccidere i tonni, si combatte con loro, ma alla fine vengono rilasciati vivi e vegeti nel loro mare. La classifica parziale della giornata viene resa nota, causa l’allungamento dei tempi di verifica, quando il sole è già tramontato da un pezzo. Molti equipaggi, in particolare chi ha avuto catture, sono ancora lì, ad attendere. Chi sorseggiando un aperitivo, chi consumando una cena frugale, tutti ancora rigorosamente in divisa. Qualcuno si chiederà il perché, visto che si tratta solo di una classifica parziale. Ebbene, il motivo è che, se qualcuno non dovesse essere d’accordo sul punteggio assegnatogli dalla giuria, dal momento della pubblicazione ha a sua disposizione un tempo non troppo lungo per fare ricorso. Chi non è presente non può più farlo e accetta tacitamente quanto assegnatogli. Pubblicata la classifica però avviene un fuggi fuggi generale. Tutti a dormire, perché domani mattina, alla stessa ora, si ricomincia. Una seconda giornata anch’essa impegnativa. Stesse condizioni meteo-marine, meno catture, ma sempre un vociferare di radio con strike, anche se di frequente si sono tramutati in “perso”, o alletterato, prede che, come detto prima, sono meno ambite e soprattutto portano meno punti ai fini della classifica. Si rientra in porto per la fine della seconda e ultima giornata. I giochi sono fatti. Altra visura delle card, sommatoria dei punteggi con quelli del giorno prima e ecco tutti al villaggio vestito Suzuki per le premiazioni. Si comincia con premiare il podio del Suzuki Fishing Cup alla presenza di Imma Moretta e Lucrezia Belmonte di Suzuki Italia. Al terzo posto si classifica l’equipaggio n. 23 Macumba, del Tuna Club Senigallia con a poppa un Suzuki DF350 AMD Stealth Line. Al secondo posto, un po’ a sorpresa in quanto è un equipaggio proveniente dal Tirreno, si classifica l’equipaggio n. 42 della REEL TIME di Roma motorizzato Suzuki DF140 e infine, sul gradino più alto, sale l’equipaggio n. 21 BLACK WARRIORS del CN Pesaro che si aggiudica titolo e viaggio in palio. Ha gareggiato su Lomac 760 con Suzuki DF350 AMD Stealth Line.
Ma per i BLACK WARRIORS la gioia non è ancora finita, perché è il momento della classifica del Campionato Italiano Assoluto. Un terzo posto per l’equipaggio locale del RAVENNA FISHING CLUB A, secondo posto per, udite udite, l’equipaggio BLACK WARRIORS che così fa man bassa di premi e, sul gradino più alto, sale l’equipaggio Topa Gigia della Birillo Fishing, che si fregerà del titolo di Campione Italiano di specialità e parteciperà, come detto in apertura al prossimo Campionato del Mondo. È il momento dei commenti e dei commiati. Unanime felicità per gli organizzatori, sia dell’evento FiPSAS che per Suzuki, quest’ultima felice per la rilevante presenza numerica di equipaggi motorizzati con i suoi fuoribordo e il successo di una “prima puntata” di un evento che all’inizio poteva sembrare poco più che una scommessa. E a tal proposito Imma Moretta, di Suzuki Italia ha sottolineato proprio il successo in fatto di adesione a questa iniziativa che ha come scopo principale quello di accomunare tutti gli appassionati “suzukisti” in un pluri-appuntamento con la propria passione. E la conferma di ciò è arrivata proprio dall’equipaggio BLACK WARRIORS, vincitore della tappa del Suzuki Fishing Cup e secondo al Campionato Italiano Assoluto, sottolineando il fatto che “solitamente gareggiamo senza badare troppo ai premi, bensì solo per il prestigio di lottare per un titolo, ma in questo caso, ritrovarci sul podio per entrambe le competizioni e portarci a casa un viaggio a Tenerife, che sarà anche il nostro primo lì, tutti insieme come team, bè, non lo avevamo proprio messo in preventivo…”
E ora, testa bassa e a lavorare, perché fra 15 giorni, anche meno, si replica. Sempre in alto Adriatico, a Porto Barricata. Una specialità diversa la traina d’altura rispetto al drifting, se vogliamo per certi versi anche molto più difficile. Staremo a vedere. Il bello delle gare è proprio questo, nulla è mai del tutto scontato…
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