Da quando è arrivato nei nostri mari sono nati problemi di vario genere. Allevamenti danneggiati, produzioni in calo e imprese in difficoltà. Tutto ciò a causa della proliferazione di questa specie altamente invasiva che mette a repentaglio la biodiversità ma anche il lavoro e il futuro di molte famiglie.
• Redazione

Chi lo avrebbe mai detto che un esserino, anche carino e simpatico a vedersi, avrebbe creato scompiglio e problematiche di vario genere nel mondo della pesca. E questa volta stiamo parlando di pesca professionale, dietro le quali ci sono attività, famiglie e un’economia che, quest’esserino, sta mettendo in difficoltà. Il soggetto di tale “disastro”, perché di questo stiamo parlando, è il “granchio blu”, un vero e proprio divoratore e distruttore di allevamenti di vongole. Basti pensare che solo nelle comunità costiere dell’Adriatico, in particolare in alcune aree dell’Emilia Romagna, i dati di agosto 2026 portano alla luce una riduzione della produzione di vongole di taglia commerciale del 70%, con evidenti conseguenze per tutta la filiera di settore. E non solo l’ambiente con la sparizione di alcune specie ittiche, ma anche il lavoro e il futuro di chi con il mare ci vive.
E qui entra in gioco la World Sustainability Organization (WSO) la quale, attraverso un programma internazionale di certificazione di sostenibilità, Friend of the Sea, si mette a fianco dei pescatori, delle cooperative e di tutte le imprese di acquacoltura colpite dal fenomeno.
Paolo Bray, fondatore e direttore di Friend of the Sea ha dichiarato: “Siamo vicini ai pescatori e agli allevatori che stanno pagando un prezzo altissimo per un fenomeno che non hanno contribuito a provocare. Proteggere il mare significa non lasciare sole le comunità costiere. Occorre affiancare agli interventi pubblici nuove opportunità e soluzioni fondate sulle evidenze scientifiche, capaci di contribuire al contenimento della specie e alla continuità delle attività produttive”.

Tra le possibili soluzioni al problema c’è anche quella della valorizzazione commerciale del granchio blu. Portarlo sulle nostre tavole come già avviene in altri mercati internazionali è uno degli obiettivi, a cui hanno già aderito chef, distributori e ristoratori, promotori del suo impiego. La creazione di filiere dedicate alla trasformazione e commercializzazione potrebbero aprire le porte a una nuova fonte di reddito per i pescatori, pur mantenendo alta la guardia con le misure di contenimento al fenomeno. Friend of the Sea si è già resa disponibile in passato a valutare operatori interessati alla valorizzazione del granchio blu e oggi continua in questa sua opera rinnovando la sua disponibilità a collaborare con pescatori, cooperative, trasformatori e distributori, valutando percorsi di certificazione per attività e prodotti idonei. Nasce da qui l’iniziativa “Granchio blu e pesca responsabile”, promosso da World Sustainability Foundation. Si chiedono agli addetti al settore, proposte per il contenimento dell’invasione, tra cui rientrano anche attrezzi e tecniche più selettive per evitare la cattura di specie non mirate, sistemi di protezione degli allevamenti e strumenti in grado di misurare l’efficacia degli interventi.
Accanto ai progetti innovativi, la Fondazione intende favorire l’accesso delle piccole realtà produttive a percorsi di certificazione indipendente, anche diversi da Friend of the Sea e per coloro che non dispongono di risorse proprie o sufficienti, potrà essere valutato un sostegno, almeno per il primo anno, ai costi di audit e certificazione. La World Sustainability Foundation invita coloro che sono interessati a presentare una proposta sintetica che descriva il problema, la soluzione, il territorio coinvolto, i risultati attesi e misurabili, i tempi di attuazione e il fabbisogno economico, ma anche imprese, enti, fondazioni e sostenitori privati a contribuire allo sviluppo dell’iniziativa attraverso risorse economiche, competenze e collaborazioni. Le proposte saranno valutate in relazione alla loro fattibilità, al beneficio ambientale atteso e alla capacità di rispondere alle esigenze delle comunità coinvolte. L’eventuale sostegno invece sarà definito in base alla valutazione dei progetti e alle risorse che sarà possibile raccogliere per essere rese disponibili. Anche se, viene sottolineato, la presentazione di una proposta non comporta automaticamente l’assegnazione di un contributo.
Per gli interessati alla presentazione di una proposta progettuale, oppure a contribuire all’iniziativa o richiedere maggiori informazioni, è possibile contattare la World Sustainability Foundation all’indirizzo info@worldsustainabilityfoundation.org
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