Si è concluso da pochissimi giorni il 34° Campionato del Mondo di Big Game, con la finale quest’anno tenutasi a Ancona. L’Italia va sul podio con la squadra B, conquistando la medaglia d’argento. E Suzuki è stata ancora una volta a fianco di FIPSAS e al mondo della pesca sportiva.
• Luciano Pau

Se è difficile organizzare una gara di Campionato Italiano, è facile pensare quanto lo possa essere, moltiplicato più e più volte, un Campionato del Mondo. Ovviamente cambia tutto o quasi. Immaginate quindi la tensione vissuta da oltre un anno dall’ASD Club Amici del Mare, con tutte le cariche che lo compongono. Qui si trattava di organizzare una finale di Campionato del Mondo di Big Game con la tecnica del catch&release, la massima specialità alieutica che annovera tantissimi praticanti in tutte le parti del mondo. Una gara in programma nella settimana dal 7 al 13 settembre, presso il Marina Dorica di Ancona, cui hanno aderito ben 12 nazioni e complessivamente 20 equipaggi, per un totale di 96 atleti in gara, avendo ogni nazione la possibilità di far partecipare un massimo di due squadre. Tra le nazioni c’erano equipaggi provenienti da oltre oceano, come gli U.S.A. e il Messico, dall’Europa come Montenegro, Germania, Slovenia, Inghilterra, Spagna, Croazia e, ovviamente anche i “nostri azzurri”, con due squadre (A e B) che imbarcavano una selezione dei migliori anglers di specialità, scelti dal CT FIPSAS del Big Game Franco Bellini in collaborazione con Mirko Eusebi, Responsabile FIPSAS del settore. E come è andata? Diciamo subito bene per i nostri colori, grazie a un secondo posto, equivalente a “medaglia d’argento”, per la squadra B, capitanata da Luca Miserocchi e composta da Fabrizio Fabbri, Riccardo Biondini e Gabriele Varella, mentre per la seconda squadra, la A (Franco Bellini, Marco Eusebi, Andrea Rossi, Lorenzo Lobolo e Mauro Molinati), un comunque prestigioso quinto posto assoluto. In questo caso la differenza l’ha fatta la tipologia di catture fatte. Due tonni principalmente per l’equipaggio B, 1 tonno, uno spada e diversi alletterati per l’equipaggio A. Cosa cambiava? Il punteggio, in quanto i tonni godevano di un punteggio pari a 150 punti ogni preda, mentre le altre prede (spada e alletterati) ricevevano un punteggio simbolico di soli 1 punto a cattura. Però, va sottolineato, che arrivare quinti su 20 equipaggi è comunque un “grandissimo risultato”! Poi, la fortuna ha la sua componente di rilievo in questo sport, come in tanti altri d’altronde. Ma chi ha vinto? Ha vinto l’equipaggio del Montenegro, mentre al terzo posto si è classificata la Croazia A. Diamo atto ai vincitori dei loro indiscussi meriti ma, non si può dire che rimanga un po’ di amaro in bocca per quello che si è arrivati a un passo dal fare… E sapete perché dico questo? Perché tutto alla fine si è risolto in una prova – l’ultima disponibile – svolta in sole cinque ore invece delle sette prefissate da regolamento, in cui si ha avuto anche meno tempo per stravolgere determinate strategie che si erano studiate nei giorni precedenti. Per capire meglio il tutto occorre però partire dall’inizio. Per questa finale erano previsti dei giorni di prova e poi il completamento di almeno due giornate di gara, fissate nelle giornate di venerdì e sabato, con la domenica 13 da considerare solo scaramanticamente quale “giorno di riserva”. Fino a mercoledì 9 tutto perfetto sotto il profilo meteorologico, al punto che la prova in programma ha portato a diverse catture. La giornata di prova, a scopo cautelativo, aveva comunque una valenza ai fini della classifica finale, ma solo in caso di non completamento delle due gare ufficiali.
Bene, in questa giornata, Montenegro è riuscito a portare a classifica ben due tonni, ottenendo un punteggio di 300 punti, dietro alla Spagna (due tonni e 3 alletterati) per un punteggio di 303 punti. Terzi, a pari merito, Slovenia e Italia B, entrambe con due tonni all’attivo, ma con priorità all’orario delle catture (chi cattura prima è più alto in classifica rispetto a chi fa strike dopo). Però, ribadisco, si trattava di una classifica provvisoria e forse neppure da considerare troppo, almeno si pensava… Cos’è successo invece? Che da mercoledì pomeriggio, al momento del rientro a terra degli equipaggi, si è registrato un cambiamento radicale delle condizioni meteo-marine, con l’arrivo di un downburst. Non proprio una tromba d’aria, ma simile come risultati, con uno spazzamento quasi totale di tutto ciò che era esposto nel villaggio costruito all’interno del Marina Dorica e con un innalzamento del mare. Così sia la seconda giornata di prove programmata per il giovedì 10, che la prima gara ufficiale di venerdì 11, non si sono potute svolgere. E qui la tensione degli organizzatori ha cominciato a dare i suoi segnali. A questo punto per far si che la finale del Campionato del Mondo non fosse annullata restavano solo due giorni utili, ossia sabato 12 e l’impiego della giornata di domenica 13, quella anticipatamente lasciata come riserva. Purtroppo però il sabato mattina, quando gli equipaggi in porto alle 6:00 hanno ricevuto la triste notizia data dal Giudice di gara, ossia che non si sarebbe potuti uscire neppure quel giorno, la delusione e lo spettro dell’annullamento ha preso il sopravvento in tutti. Niente da fare però, onde di oltre un metro e vento forte impedivano oggettivamente qualsiasi tipo di tentativo di uscire in mare. A questo punto restava solo una speranza e possibilità: riuscire a svolgere la gara di domenica e includere ai fini della classifica, anche la classifica della giornata di prova di mercoledì, a questo punto resa valida per il punteggio. Domenica 13, alle 5:00 tutti in porto, casse di sarde (esche) ritirate e imbarcate dagli equipaggi pronti a uscire. Le previsioni sulla carta dicono miglioramento ma, per la verità, dal vivo, questo miglioramento non sembra esserci. Il Giudice di gara con alcuni rappresentanti della FIPSAS e di equipaggi decide di uscire in mare e raggiungere il campo gara per un sopralluogo. E intanto comincia a albeggiare. Sono le ore 7:00, a quest’ora si sarebbe già dovuti essere sul campo gara e invece ancora tutti a terra in attesa di notizie. Poi via radio viene chiesto di far uscire anche una delle imbarcazioni più piccole per verificare la possibilità di partecipazione, in sicurezza, agli equipaggi con questa tipologia di scafi. Alle 8:00, quando ormai si pensava tristemente a un “non se ne fa nulla”, arriva via radio la notizia più ambita: “Gli equipaggi si preparino, perché la gara si svolge, anche se l’orario viene ridotto a 5 ore”.
Alle 9:17 viene dato il via ufficiale in mare e da quel momento in poi è stata una corsa contro il tempo per cercare il punto che ispirava di più, per calare l’ancora, per mettere le canne in pesca e per dare il via agli strike. Non tantissimi per la verità, ma che comunque ci sono stati e alla fine, come vi ho già raccontato, nonostante una grande prova degli equipaggi italiani fino all’ultimo sul pezzo, la differenza determinante l’ha fatta proprio la posizione ottenuta dalla squadra del Montenegro nella giornata di prove. Al rientro, comunque, al di là di un po’ di amarezza per quanto si sarebbe forse riusciti a fare con lo svolgimento regolare delle giornate, c’era comunque la gioia di essere riusciti a gareggiare e difendere i colori delle proprie nazioni, senza annullamenti. La soddisfazione si interpreta anche nelle parole di alcuni partecipanti all’evento, tra sponsor di altissimo livello e tecnici FIPSAS.
Ad esempio, Paolo Ilariuzzi, Direttore di Suzuki Italia, Main Sponsor ha detto: “Per Suzuki essere al fianco della Nazionale italiana e della FIPSAS in un appuntamento internazionale come il Mondiale di Big Game significa sostenere una passione che condividiamo profondamente. Suzuki è al fianco dei propri Clienti e delle loro passioni, e tra queste lo sport occupa un posto importante. Il Big Game è una disciplina che racchiude molti dei valori nei quali ci riconosciamo: tecnica, esperienza, affidabilità, performance e soprattutto spirito di squadra. A questi si aggiunge un elemento per noi fondamentale, il rispetto per il mare e una sempre maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente. La collaborazione con FIPSAS, da oltre sei anni, nasce dalla condivisione di questi valori: la passione per la pesca sportiva, il rispetto delle regole e dell’avversario e un approccio responsabile nei confronti dell’ambiente marino. Congratulazioni all’Italia per questo importante argento e complimenti a tutti gli equipaggi che hanno reso il Mondiale di Ancona una grande manifestazione internazionale.”
Franco Bellini, CT della Nazionale Italiana FIPSAS di Big Game ha invece detto: “Questo argento ha un valore importante, soprattutto considerando le condizioni nelle quali si è svolto il Mondiale. Abbiamo avuto a disposizione soltanto due giornate valide e ogni scelta, ogni cattura e ogni dettaglio potevano fare la differenza. I ragazzi hanno dimostrato preparazione, esperienza e soprattutto grande spirito di squadra. Voglio ringraziare tutti gli atleti per il lavoro svolto e la FIPSAS per il percorso che ci ha permesso di arrivare pronti a questo appuntamento. Salire sul secondo gradino del podio davanti al nostro pubblico è un risultato di cui essere orgogliosi.”
A concludere anche le parole di Mirko Eusebi, Responsabile del Settore Big Game FIPSAS: “Il Mondiale di Ancona ha rappresentato una grande sfida organizzativa e sportiva. Le condizioni meteo ci hanno costretto a modificare il programma, ma la competizione ha mantenuto un livello tecnico molto elevato e il risultato dell’Italia lo dimostra. L’argento conquistato dall’equipaggio di Luca Miserocchi, insieme al quinto posto dell’altra squadra azzurra, conferma la qualità del nostro movimento. È stata inoltre un’edizione importante per ribadire come il Big Game possa essere agonismo, tecnica e passione e attenzione e rispetto per il mare.”
E ora si comincia già a lavorare per il prossimo mondiale!
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Luciano Pau
Giornalista iscritto all’Ordine Interregionale del Lazio e Molise dal 1995, vanta un’esperienza di oltre 35 anni nel mondo della nautica e dello sport, tra cui la pesca, che segue ormai assiduamente da oltre 10 anni. Ha collaborato per vent’anni con alcune delle principali riviste del settore nautico e pesca, occupandosi di test d’imbarcazioni e di gommoni, di articoli tecnici legati alle tematiche nautiche e motoristiche in genere, di elettronica, attrezzature da pesca e seguendo eventi a livello nazionale ed internazionale. Oggi è direttore del web magazine Fishing Boat Magazine ed organizzatore di eventi.


















































