La pesca al calamaro a Tataki è una danza frenetica di vibrazioni e pause. Se il movimento della “frustata” serve a richiamare i cefalopodi da lontano, è la scelta cromatica dell’esca – il piccolo oppai in silicone – a determinare se quell’interesse si trasformerà in un attacco deciso o in una timida toccata
• Marco Rasicci

Ma come orientarsi tra le infinite livree disponibili nei negozi? Non è solo questione di estetica: è una scienza che unisce biologia marina, condizioni meteo e fisica della luce.
- La Regola d’Oro: Trasparenza e Luce
Il primo fattore da considerare è la colonna d’acqua. Più andiamo in profondità, più i colori “spariscono” seguendo lo spettro solare.
- Acque Cristalline e Sole Alto: In queste condizioni, sarebbe il caso di usare oppai naturali (imitazioni di pesce azzurro, sugarello o sarda) o quelli trasparenti UV , che funzionano meglio perché non spaventano il predatore con riflessi artificiali troppo violenti.
- Acque Velate o Nuvole: Quando la visibilità cala, servono i contrasti. È il momento di sfoderare i colori solidi o i classici bianco/rosso (Red Head), che creano una sagoma netta anche nel torbido.
- Il “Corpo” fa la Differenza: Glow o UV?
Non guardare solo il rivestimento esterno. La vera magia avviene all’interno dell’oppai.
- Glow (Fluorescente): Ideale per le ore di buio o per profondità elevate (oltre i 40-50 metri). La luce emessa dall’esca attira il calamaro per curiosità. Consiglio: non vanno caricatitroppo con la lampada UV; un bagliore tenue è spesso più efficace di un “faro” accecante che potrebbe insospettire i grossi esemplari.
- Keimura (Sensibile agli UV): Questi artificiali reagiscono ai raggi ultravioletti che penetrano l’acqua anche quando il cielo è coperto. Sembrano spenti all’occhio umano, ma per il calamaro “brillano” di una luce bluastra naturale. Sono i re delle giornate uggiose e dell’alba.
- La Psicologia dei Colori
Ogni tonalità ha un suo momento specifico nella rotazione del pescatore esperto, pertanto è bene conoscere la differenza tra i vari colori e quando usare l’uno oppure l’altro.

4. Strategia di Calata: La “Scaletta”
Iniziare la sessione con una lenza composta da 3 o 4 oppai di colori diversi è fondamentale. Una tipica sequenza vincente potrebbe essere:
- In basso: un colore scuro o naturale (vicino al fondo).
- Al centro: un colore acceso (Rosa o Arancio).
- In alto: un colore Glow o Keimura.
Una volta individuato il colore del giorno (quello su cui avvengono più catture), non esitate a uniformare la lenza, cambiando gli altri artificiali con tonalità simili.
Ricordate che nel Tataki l’aggressività è tutto. Se vedete molte toccate “corte” o se i calamari si staccano, provate a passare a un colore più naturale e a un oppai più morbido al tatto. Spesso il cefalopode assaggia l’esca prima di stringerla: se la sente naturale e il colore non lo allerta, l’attacco sarà fulmineo.
Buon mare e… occhio alla macchia!
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Marco Rasicci
Appassionato di pesca in mare praticamente da sempre, Marco Rasicci è, oltre che una guida di pesca IFG https://www.instagram.com/rasixfishing_official/?hl=it , un professionista nel settore della promozione di prodotti ed articoli per la pesca. Tale attività lo ha portato a diventare un punto di riferimento per molti appassionati ed a maturare una conoscenza di settore molto ampia. Testimonial di alcuni dei più importanti brand del mercato nazionale ed internazionale del settore pesca, accessori ed abbigliamento tecnico, collabora da anni con loro al fine di progettare prodotti sempre nuovi. Tra le tecniche praticate: traina con il vivo, tecniche verticali, slow pitch jigging, Tenya, Inciku, Tai Ruber, traina ai calamari e spinning sulle mangianze.
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