La tecnica Tataki è una delle più divertenti, dinamiche e produttive per la pesca dei calamari. Nata in Giappone, si è rapidamente diffusa nel Mediterraneo grazie alla sua incredibile efficacia, specialmente durante i mesi autunnali e invernali.
• Marco Rasicci

Se siete pronti a riempire il secchio di calamari, ecco tutto quello che dovete sapere su questa tecnica “frenetica”.
A differenza della traina al calamaro o dell’eging tradizionale da riva, il Tataki è una tecnica verticale che si pratica dalla barca. Il termine “Tataki” in giapponese significa “colpire” o “tamponare“, e si riferisce al movimento rapido e vibrante che s’imprime alla canna per attirare i cefalopodi. Il segreto sta nell’imitare un piccolo branco di gamberetti o pesciolini in difficoltà, scatenando l’istinto predatorio del calamaro.
L’attrezzatura
- La canna: Deve essere specifica per il Tataki, con una lunghezza tra i 2.10 e i 2.40 metri, sia con impugnatura Spinning o Casting. La vetta deve essere estremamente sensibile (spesso in carbonio pieno) per avvertire anche le toccate più timide, mentre il fusto deve avere una buona riserva di potenza.
- Il mulinello: Un modello di taglia 2500 o 3000, anche se negli ultimi anni sta prendendo piede l’utilizzo dei mulinelli rotanti, leggeri e con una frizione fluida.
- Il filo: In bobina è consigliabile un multifibra (PE 0.6 – 1.0). La mancanza di elasticità del trecciato permette di trasmettere il movimento alle esche e di sentire immediatamente quando il calamaro “abbraccia” l’esca.
- Le esche (Oppai): Sono piccoli pesciolini in silicone morbido o rivestiti in seta, solitamente lunghi dai 5 ai 7 cm. La loro morbidezza è fondamentale: il calamaro, toccandoli, ha la sensazione di una preda vera e non li lascia andare.
La montatura ideale
La lenza per il Tataki è chiamata “dropper rig”. Si compone di:
- Un lungo terminale in fluorocarbon (0.25-0.30mm).
- Da 3 a 5 esche montate a “bandiera” tramite piccoli snodi o braccioli cortissimi, e con dei moschettoni di ottima fattura e qualità e possibilmente leggerissimi.
- Un piombo finale dai 50 ai 120 grammi, a seconda della profondità e della corrente, per mantenere la lenza in verticale, in alcune zone d’Italia, specialmente nelle isole, si può arrivare anche ai 140 grammi.
L’azione di pesca
- Pescare a Tataki non significa aspettare, ma agire. Ecco la sequenza corretta:
1. La discesa: calate l’insidia fino a toccare il fondo, poi recuperate qualche metro per evitare incagli.
2. Lo Shaking Tataki: Agitate la canna con movimenti brevi, ritmici e molto veloci per circa 5-10 secondi. Questo manderà in “frenesia” le esche.
3. Lo stop (Il momento magico): Fermatevi bruscamente.Il calamaro attacca quasi sempre durante la pausa, quando le esche rimangono sospese e vibranti nell’acqua.
Se sentite un appesantimento o una strana vibrazione, ferrate con dolcezza (senza strappare, per non rompere i tentacoli) e recuperate in modo costante.
Consigli
Il “colore conta”: Iniziate sempre con una combinazione di colori diversi: uno Naturale, uno Glow, uno Pink). Una volta capito quale preferiscono i calamari quel giorno, uniformate la vostra montatura.
Il fattore luce: I calamari amano le variazioni di luce. Se pescate di giorno, cercate batimetriche tra i 40 e i 70 metri. All’alba e al tramonto, possono risalire anche in acque più basse.
Gestione della barca: Il Tataki da’ il meglio di sé con la barca in deriva (scarroccio controllato). Questo permette di esplorare ampie zone di mare alla ricerca del branco.
Il TATAKI è una danza subacquea che richiede ritmo e attenzione, ma la soddisfazione di sentire quel “peso” improvviso sulla canna è impareggiabile…
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Marco Rasicci
Appassionato di pesca in mare praticamente da sempre, Marco Rasicci è, oltre che una guida di pesca IFG https://www.instagram.com/rasixfishing_official/?hl=it , un professionista nel settore della promozione di prodotti ed articoli per la pesca. Tale attività lo ha portato a diventare un punto di riferimento per molti appassionati ed a maturare una conoscenza di settore molto ampia. Testimonial di alcuni dei più importanti brand del mercato nazionale ed internazionale del settore pesca, accessori ed abbigliamento tecnico, collabora da anni con loro al fine di progettare prodotti sempre nuovi. Tra le tecniche praticate: traina con il vivo, tecniche verticali, slow pitch jigging, Tenya, Inciku, Tai Ruber, traina ai calamari e spinning sulle mangianze.
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